A quarant’anni, inaspettatamente, mi sono sentito spinto a fare riconoscere, qui in Italia,  la mia laurea universitaria olandese. Ho subito messo in atto questa inaspettata ambizione e, dopo aver sfidato senza paura il labirinto della burocrazia di questo Paese, mi è stato finalmente detto che, per ottenere ciò che volevo, dovevo pagare un anno di retta universitaria, fare tre esami aggiuntivi e riscrivere la mia tesi.

l’entusiasmo

Le materie d’esame erano latino,  geografia umana e  poesia.  Il mio cuore era colmo di un entusiasmo inspiegabile.

A dire il vero, l’entusiasmo è per sua stessa natura inspiegabile. È una divinità (theos) che entra nel cuore dell’uomo e gli dà le ali per volare.

Oltre ad adempiere ai miei doveri di marito e padre di due figli, di notte mi ritiravo dalla mia famiglia per immergermi nel patrimonio letterario secolare ed esplorare il paesaggio umano.  L’entusiasmo mi ha dato energia, chiarezza e una forte memoria. Ho riscritto la mia tesi, superato tutti gli esami a pieni voti e… è finita! Non ho mai trovato il modo per usare, in pratica, il mio pezzo di carta appena guadagnato.

Eppure, che meraviglioso potere è l’entusiasmo! Non ci solleva, forse, dal fango dei bisogni e dei desideri legati al corpo, verso una libertà che ci permette di concentrarci su qualcos’altro, qualcosa di diverso, di più grande di noi stessi?

Un po’ di luce allevia, finalmente, il cuore oscuro.

Un po’ di luce allevia, finalmente, il cuore oscuro.

All’inizio, la divinità in visita può essere di un tipo minore, dandoci idee creative che rafforzano, piuttosto che trascendere, l’ego costrittivo. Ma per il cuore sofferente,anche questo è un passo avanti.

In generale, la società considera l’ambizione mondana molto più favorevolmente rispetto ai meri piaceri dei sensi. C’è sempre un elemento di vergogna associato a questi ultimi. L’ambizione, invece, fa nascere il mito del successo, della fama e del denaro.

Il potere evolutivo dell’ambizione sta nel fatto che, per realizzarla, abbiamo bisogno di emettere una qualche forma di energia creativa. Questo crea magnetismo e il magnetismo ci fa crescere.

Alla fine diventiamo abbastanza forti da rispondere in modo creativo al dolore della disillusione che, prima o poi, deriva dal compimento di ogni ambizione. Il regista di grande successo Roman Polanski ha detto, durante un’intervista: la mia carriera è ok, ma non mi ha dato gioia.

Sri Yukteswar: “il suo cuore diventa quindi ispirato ad apprendere la vera natura dell’universo…”

La benedizione più grande è diventare entusiasti, non degli insegnamenti accademici, ma dei veri insegnamenti spirituali che ci guidano a cercare la felicità dentro, piuttosto che nel mondo. La ricerca della felicità, quindi, diventa la ricerca della saggezza, e se lo pensiamo vicino, Sri Yukteswar può essere la nostra guida in questo processo, che richiede molta energia. Il grande Gyanavatar scrive: il suo cuore diventa quindi ispirato ad apprendere la vera natura dell’universo e, lottando per chiarire i suoi dubbi, (lui/lei) cerca prove per individuare la verità.”

Poi scrive che, una volta che questa lotta diventa il nostro dovere naturale, siamo sulla buona strada per trovare un appagamento permanente.

il paesaggio interiore è paragonato a un fiume che (…) ci riporta al più alto di tutti gli dei

La poesia diventa allora il suono mistico Aum e il paesaggio interiore è paragonato a un fiume che, con un processo di assorbimento o con un battesimo, ci riporta al più alto di tutti gli dei, la nostra stessa Divinità, che non ci abbandona mai.

Possiamo realizzare tutto questo nel tumulto della vita moderna? Certo, perché no? La nostra crescente spiritualità ci consentirà di adempiere ai nostri doveri in modo creativo e amorevole, e la nostra lotta interiore ci porta ad un punto in cui possiamo sederci ogni giorno, raddrizzare la nostra spina dorsale, respirare profondamente e con calma, meditare e affermare con gratitudine: ora sono libero, ho una vita più ricca, come un fiume possente, al mio interno.


Risorse:

  • La Scienza Sacra, Swami Sri Yukteswar, Self-Realization Fellowship

2 Comments

  1. mm

    Grazie per questa bellissima testimonianza. Come si inizia un percorso spirituale? Quali sono i primi passi da compiere verso la realizzazione spirituale? Se uno non sente la vocazione oppure è troppo immerso nel fango, oppure nn prova entusiasmo, ma sente e sa che Dio è la Verità ultima, potrebbe cambiare un giorno la sua vita di sofferenza in una vita di realizzazione? Grazie di cuore🙏

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