Il denaro dovrebbe servire per soddisfare le necessità primarie della vita, ha detto Yogananda, e a nulla di più. Swami Kriyananda, ampliando l’insegnamento del suo Guru, distingue tra il denaro “in sé” e il desiderio delle persone per esso. Quando lo si desidera, il denaro diventa una delle principali illusioni della vita, in quanto offre infinite opportunità per soddisfare altri desideri, per cose che vanno ben oltre le necessità primarie e che, come erroneamente speriamo, ci portino felicità1.

Il Maestro ci incoraggia a sperimentare le pratiche spirituali, in modo che diventino nostre. Il guerriero spirituale, quindi, sperimenta: meditazione, posizioni yoga, affermazioni, visualizzazioni, satsang e servizio, solo per citarne alcune!

E per quanto riguarda la decima come pratica spirituale?

La decima come pratica spirituale

A questo punto vorrei condividere la storia di una ragazzina orfana del sud dell’India. Si chiamava Shanti e fu cresciuta da una monaca francese, suor Thérèse. La sua casa era un imponente e magnifico edificio coloniale.

Shanti fu amata e ben curata da suor Thérèse, che la crebbe come farebbe qualsiasi madre biologica. Anche in giovane età, Shanti osservò come suor Thérèse usava il suo talento creativo per realizzare splendidi pezzi ricamati che venivano cuciti a mano dalle donne svantaggiate, fornendo loro così il reddito necessario per sostenersi, e conferendo dignità alle loro vite.

Shanti crebbe con gioia in questo ambiente, ascoltando le suore cattoliche cantare e pregare Dio ogni giorno. Percepì la profonda comunione interiore di suor Thérèse con Dio, la sua dedizione a Gesù, praticata per tutta la vita, e il suo completo abbandono alla volontà divina.

Shanti imparò che essere una rinunciante non autorizza una suora ad aspettare che i soldi arrivino, ma che è necessario esplorare modi creativi per generare prosperità per gli altri.

Shanti rimase stupita nel testimoniare come Dio procurava sempre i fondi necessari per gestire la Casa del Ricamo, sia attraverso i 60 anni di duro lavoro di Sr. Thérèse, che con donazioni occasionali.

Così, Dio fornì alla piccola Shanti una buona educazione e soddisfò tutti i suoi bisogni primari. Shanti ebbe la benedizione di crescere con la presenza costante di Gesù nella sua vita, rispecchiata nell’attenzione che suor Thérèse rivolgeva pienamente a Dio.

Più avanti nella sua vita, quando Shanti si era già stabilita in Europa e aveva messo su famiglia, suor Thérèse lasciò il corpo. Shanti era molto triste, ma trovò conforto nel rendersi conto del fatto che suor Thérèse era, adesso, più vicina a Gesù.

Shanti aveva un buon lavoro e tutto ciò di cui aveva bisogno, ma mancava un pezzo importante del puzzle – la benedizione suprema dei 3 mondi: il Guru.

Paramhansa Yogananda trovò Shanti attraverso la sua Autobiografia di uno Yogi. Dopo aver letto quel libro, Shanti riconobbe l’autore come il suo Guru e volle sperimentare in se stessa la coscienza divina che impregnava il classico spirituale di Yogananda.

Shanti non vedeva l’ora di studiare il corso per corrispondenza della SRF. Voleva fare un’esperienza di comunione interiore con Dio, qualcosa che aveva visto nella vita di suor Thérèse, e che ora era possibile grazie all’intercessione e alla guida di un Maestro auto realizzato.

Iniziò a prepararsi per diventare discepola e per ottenere l’iniziazione al kriya tramite la SRF, ma in qualche modo non si sentiva in sintonia con quel raggio.

Aveva trovato il suo Guru, ma non la sua famiglia spirituale.

Shanti cercò su Internet un centro di ritiro in Europa dove gli insegnamenti del Maestro venivano condivisi, fino ad imbattersi felicemente nel centro di Ananda Assisi. Lì trovò la pentola d’oro spirituale. Pianse lacrime di sollievo e di gratitudine per aver finalmente raggiunto la sua casa spirituale. Vedendo i volti amichevoli e sorridenti e i cuori aperti, e sentendo le vibrazioni nel tempio della Luce, diventò chiaro per Shanti che voleva ricevere l’iniziazione al kriya yoga attraverso Ananda. Si sentiva in sintonia con questo raggio spirituale.

Da allora, Ananda è stata la banca del cibo spirituale di Shanti, da dove ricava sostentamento quotidiano e nutrimento per l’anima. All’inizio, Shanti si sentiva così affamata spiritualmente che aveva bisogno di riempire la sua anima di ispirazioni, e continuava ad assorbirle per soddisfare il suo vuoto.

Poi, ad un certo punto, Shanti sentì di aver ritirato molti “fondi” spirituali da Ananda, e che era ora di rimpinguare quel conto. La decima era la valuta. Non che Dio avesse bisogno di soldi da Shanti, ma lei sentiva, con Gesù, che era “più benedetto dare che ricevere”.

Shanti ora aveva 2 figli da mantenere finanziariamente e la paura della mancanza era reale. Perché dare qualcosa a Dio, quando Lui ha tutto?

Ma, ancora una volta, non era per il bisogno di Dio che Shanti stava facendo questo servizio, era per la sua stessa anima, in modo da riporre la sua fiducia principalmente in Dio e di lasciare andare la falsa sicurezza che il denaro portava. La consapevolezza che Dio aveva sempre provveduto ai bisogni di Shanti, dalla sua infanzia fino ad oggi, era rassicurante.

Grazie alla pratica spirituale della decima la sua fede si approfondì, e la sua devozione a Dio diventò più forte del suo timore di una mancanza immaginaria. La sua fede le fece capire che i suoi 2 figli erano prima di tutto figli di Dio, e che Lui, insieme a lei, avrebbe provveduto a loro.

Shanti doveva continuare a fare la sua parte. Dio avrebbe fatto il resto.


La storia di cui sopra illustra che Dio non ci delude mai, in alcun modo. Siamo noi che non siamo sufficientemente auto realizzati. La volontà e il desiderio di voler superare la paura e l’attaccamento sono più importanti dell’importo della decima. Dio veglia amorevolmente, non sulla quantità, ma sullo spirito con cui diamo.

Dio veglia amorevolmente, non sulla quantità, ma sullo spirito con cui diamo.

Il fiume della supercoscienza scorre costantemente, ma le nostre paure creano vortici che impediscono al flusso di chiarezza di raggiungere il nostro Sé superiore. Con una fede profonda e una resa attiva a Dio, alcuni di questi temibili vortici perdono la loro presa vorticosa sulla nostra coscienza.

Come devoti, tutti cerchiamo la libertà interiore e il potere di superare, con lode, il portale dell’esame finale.

A me sembra che, attraverso la decima, Dio ci abbia dato una via regale per lasciar andare una delle 3 grandi illusioni3. Auspichiamo di potere tutti superare il nostro esame finale, ricchi spiritualmente, per deporre i nostri tesori ai Suoi santi piedi, quando verrà a salutarci nel mondo astrale.

Che possiate fluire con gioia sull’onda della decima per raggiungere il fondamento della fede in Dio.

Benedizioni prospere.

La Sorgente Infinita è una dinamo infinita, che riversa continuamente forza, felicità e potere nell’anima. Ecco perché è così importante fare affidamento il più possibile sulla Sorgente Infinita4.


1” La Religione della nuova era” di Swami Kriyananda

2 “Affermazioni scientifiche di guarigione” di PY

3 Le 3 grandi illusioni spiegate da Swami Kriyananda sono gli alcolici (droghe di ogni tipo), i soldi e il sesso  

4 Lezioni della SRF di PY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.