Un ordine di Rinuncianti per la nuova era

Un nuovo modo di vivere, per chi vuole dedicare la propria vita a Dio e al raggiungimento della libertà interiore.

La rinuncia è il cuore pulsante della vita spirituale.
Per secoli, gli ordini di rinuncianti sono stati riservati solo a chi abbracciava una forma di vita monastica tradizionale e, troppo spesso, la rinuncia è stata ridotta a sinonimo di privazione.

La rinuncia non è privazione: è la scelta, libera e consapevole, di mettere Dio al centro della propria vita, è smettere di aggrapparsi a ciò che è piccolo, per aprirsi a ciò che è eterno. Rinunciare non significa fuggire dal mondo, ma attraversarlo con cuore libero.

La vera rinuncia non è una perdita ma un’espansione verso l’Infinito.

Swami Kriyananda sorridente, fondatore dell'Ordine dei Rinuncianti, con sullo sfondo una foto di Paramhansa Yogananda

cosa significa essere un rinunciante

Il vero scopo della rinuncia non significa lasciare il mondo ma vivere nel mondo senza appartenergli, agire senza essere mossi dall’ego, vivere senza essere schiavi di ciò che si ha o si teme di perdere.

la direzione

Il sentiero verso Dio non è fatto di regole rigide, ma di una direzione del cuore: verso l’alto, verso la luce, verso di Lui. Ciò che conta è la sincerità dell’orientamento, una scelta che si rinnova ogni giorno, nei pensieri, nelle azioni, nella vita intera.

Non siamo chiamati a ridurci, ma a diventare più grandi: più grandi dei nostri limiti, delle nostre paure, di tutto ciò che ci separa da Dio.

Ogni voto nasce da questa certezza interiore. Come scrive Kriyananda, un voto non dice “ci proverò”, dice “questa è la direzione in cui voglio costruire la mia vita.”

Questo nuovo Ordine di Rinuncianti è fondato su questa visione: una direzione dell’anima da custodire. Fino a quando essa punta verso l’alto, il cammino continua.

Swami Kriyananda durante un satsang insieme a un altro Nayaswami
Tyagi Narayani e Surjo in preghiera prima di un kirtan, con harmonium e chitarra, all'European Kriya Retreat 2025

un passo alla volta

Da bambino, Paramhansa Yogananda ebbe una visione: davanti a lui una montagna con un giardino incantevole in cima. Come tutti, pensò: “È troppo alto per me”. Poi arrivò un pensiero più forte: “Per lo meno posso mettere un piede avanti all’altro”. E così, passo dopo passo, raggiunse la vetta.

L’Ordine di Rinuncianti per la Nuova Era riflette questa saggezza. Esistono diversi livelli di impegno, dal Pellegrino al Brahmachari, dal Tyagi al Nayaswami, ognuno un passo più in profondità verso Dio. Sono tappe di una crescita interiore autentica, che ciascuno percorre secondo la propria maturità spirituale, perché il cammino verso la rinuncia non è un salto improvviso, ma una scalata graduale, un passo alla volta.

Ogni voto nasce dalla certezza interiore di aver scelto la direzione della propria vita.

una scelta interiore

Un rinunciante non è chi ha lasciato tutto. È chi ha scelto qualcosa di più grande. Non si definisce per ciò a cui ha rinunciato, ma per ciò verso cui cammina: Dio, la libertà interiore, la gioia che non dipende da nulla di esterno.

È qualcuno che vive nel mondo senza appartenergli, ama senza aggrapparsi, agisce senza cercare gloria. Il suo centro non è fuori, è dentro.

Essere un rinunciante significa portare Dio con sé ovunque, nel lavoro, nella famiglia, nelle relazioni di ogni giorno.

È una scelta interiore, non esteriore: una qualità del cuore.

 

Gopala Brahmachari sorridente accanto a una statua di San Francesco d'Assisi

I voti

Un voto è la dichiarazione solenne di chi ha raggiunto una certezza interiore così profonda da costruire la propria vita attorno ad essa. Pronunciare un voto significa conferire forza e direzione alla propria aspirazione più alta, perché la parola espressa veicola energia e rafforza la determinazione di essere fedeli a ciò che si è scelto.

Pellegrini in cammino, membri dell'Ordine dei Rinuncianti di Ananda Assisi
il voto del pellegrino

Il Voto del Pellegrino è il primo passo nell’Ordine dei Rinuncianti: un gesto semplice con cui si sceglie di orientare consapevolmente la propria vita verso quella meta. Non richiede di lasciare il mondo, ma di attraversarlo offrendo i propri desideri, i propri attaccamenti e i frutti del proprio agire a qualcosa di più grande di sé.

È il voto di chi è in cammino, e sa dove sta andando.

il voto di brahmachari

Brahmacharya significa letteralmente “fluire con Brahma”, vivere in sintonia con Dio in ogni aspetto della propria esistenza. È il voto del rinunciante single, di chi sceglie di non dividere il proprio cuore e di offrire la propria vita, intera e senza riserve, alla ricerca della Fonte Divina.

È il voto di chi è pronto a dire, con tutto se stesso: “Definisco me stesso solo come figlio di Dio.”

Brahmacharini in raccoglimento, rinunciante single del sangha di Ananda Assisi
Rinuncianti Tyagi del sangha di Ananda Assisi, simbolo del voto di tyaga
il voto di tyaga

Tyaga significa rinuncia, non come fuga dal mondo, ma come scelta consapevole di vedere ogni cosa come manifestazione di Dio. È il voto di chi vive nel mondo, spesso insieme a un compagno di vita, e sceglie di orientare questa relazione e ogni aspetto della propria esistenza verso una meta più alta.

È un voto per chi sente che la vita, anche nella sua forma più ordinaria, può diventare un atto d’offerta a Dio.

il voto di nayaswami

Diventare Nayaswami è il passo più alto nel cammino dell’Ordine dei Rinuncianti: un atto di totale consacrazione a Dio, in cui ogni cosa, il lavoro, i talenti, i successi, persino il senso di essere un’entità separata, viene offerta nell’Oceano infinito della Coscienza Divina.

Non è la fine di un cammino, ma la sua fioritura più piena. Chi pronuncia questo voto non si appartiene più: agisce nel mondo, ma sa che è Dio ad agire attraverso di lui. Non possiede nulla, non si identifica con nulla, se non con la gioia immensa di appartenere interamente al Signore.

Nayaswami in atto di consacrazione, voto più alto dell'Ordine dei Rinuncianti di Ananda Assisi

I voti

Un voto è la dichiarazione solenne di chi ha raggiunto una certezza interiore così profonda da costruire la propria vita attorno ad essa. Pronunciare un voto significa conferire forza e direzione alla propria aspirazione più alta, perché la parola espressa veicola energia e rafforza la determinazione di essere fedeli a ciò che si è scelto.

Pellegrini in cammino, membri dell'Ordine dei Rinuncianti di Ananda Assisi
il voto del pellegrino

Il Voto del Pellegrino è il primo passo nell’Ordine dei Rinuncianti: un gesto semplice con cui si sceglie di orientare consapevolmente la propria vita verso quella meta. Non richiede di lasciare il mondo, ma di attraversarlo offrendo i propri desideri, i propri attaccamenti e i frutti del proprio agire a qualcosa di più grande di sé.

È il voto di chi è in cammino, e sa dove sta andando.

Brahmacharini in raccoglimento, rinunciante single del sangha di Ananda Assisi
il voto di brahmachari

Brahmacharya significa letteralmente “fluire con Brahma”, vivere in sintonia con Dio in ogni aspetto della propria esistenza. È il voto del rinunciante single, di chi sceglie di non dividere il proprio cuore e di offrire la propria vita, intera e senza riserve, alla ricerca della Fonte Divina.

È il voto di chi è pronto a dire, con tutto se stesso: “Definisco me stesso solo come figlio di Dio.”

Rinuncianti Tyagi del sangha di Ananda Assisi, simbolo del voto di tyaga
il voto di tyaga

Tyaga significa rinuncia, non come fuga dal mondo, ma come scelta consapevole di vedere ogni cosa come manifestazione di Dio. È il voto di chi vive nel mondo, spesso insieme a un compagno di vita, e sceglie di orientare questa relazione e ogni aspetto della propria esistenza verso una meta più alta.

È un voto per chi sente che la vita, anche nella sua forma più ordinaria, può diventare un atto d’offerta a Dio.

Nayaswami in atto di consacrazione, voto più alto dell'Ordine dei Rinuncianti di Ananda Assisi
il voto di nayaswami

Diventare Nayaswami è il passo più alto nel cammino dell’Ordine dei Rinuncianti: un atto di totale consacrazione a Dio, in cui ogni cosa, il lavoro, i talenti, i successi, persino il senso di essere un’entità separata, viene offerta nell’Oceano infinito della Coscienza Divina.

Non è la fine di un cammino, ma la sua fioritura più piena. Chi pronuncia questo voto non si appartiene più: agisce nel mondo, ma sa che è Dio ad agire attraverso di lui. Non possiede nulla, non si identifica con nulla, se non con la gioia immensa di appartenere interamente al Signore.

opertina del libro "Un ordine di rinuncianti per la nuova era" di Swami Kriyananda

UN ORDINE DI RINUNCIANTI

per la nuova era