Casa è la terra del mio cuore

Arya Cheng

Cercando casa 

Dove si può trovare un vero senso di casa e di appartenenza? Un luogo in cui sei accettato per quello che sei, nel quale sei circondato da persone devote alla verità, dagli alti ideali e dai valori che ti aiutano a crescere e a raggiungere il tuo massimo potenziale.

La mia ricerca di questo genere di casa è iniziata presto. A sei anni ho insistito per andare a piedi da sola alla scuola elementare di Hong Kong. A tredici anni lasciai i miei genitori per studiare alla Ananda Living Wisdom School in California, poi proseguii in un collegio in Colorado, studiai all’estero, a Parigi, e frequentai il Bryn Mawr College in Pennsylvania.

Casa è la terra del mio cuore

Ad Ananda Village

A ventidue anni  trovai il mio Guru, il mio cammino, la mia famiglia spirituale e la mia casa nel villaggio di Ananda. La mia ricerca era finita. Qui il mio lavoro, la mia pratica spirituale e la mia vita sociale si allineavano perfettamente con il mio scopo più alto: trovare Dio.  Yogananda disse: “L’ambiente è più forte della forza di volontà.” In effetti, i miei sei anni e mezzo presso l’Ananda Village sono diventati la serra perfetta per fare sbocciare le aspirazioni della mia anima.

Lo yoga quotidiano, la meditazione, lo studio e la vita comunitaria mi hanno insegnato che la crescita spirituale consiste nel reindirizzare l’energia verso l’interno e verso l’alto. Non siamo esseri statici caratterizzati da depressione o  da insuccesso, ma un flusso dinamico di energia, che ci fa diventare ciò su cui ci concentriamo. I membri del villaggio di Ananda, seguendo l’esempio di Swami Kriyananda, tengono in mano uno specchio affinché il loro massimo potenziale si manifesti. Sono profondamente grata per questa esperienza diretta di amicizia e di amore divini.

Se ti senti in sintonia con Yogananda, e cerchi un terreno fertile affinché i tuoi semi di autorealizzazione prosperino, ti consiglio vivamente di servire e di entrare maggiormente in contatto con una comunità Ananda, sia di persona che online, perché un seme non può raggiungere il suo pieno potenziale come albero senza che il terreno nel quale  è stato piantato venga nutrito.

Lezioni sul lasciare andare

In quanto straniera, mi sono trovata costantemente ad affrontare l’imminente “sventura” della scadenza del visto. La paura di perdere la mia casa spirituale, i miei amici, il lavoro dei miei sogni come istruttrice di Ananda Yoga e il mio bellissimo divano bianco era sempre presente nella mia mente. In passato, all’ora dorata, il Maestro mi presentava una soluzione: un altro visto o una proroga. Ma quella volta, qualcosa in me sapeva che era giunto il momento di guardare questa paura direttamente in faccia e di abbracciarla. Non volevo che la mia vita fosse controllata dalle paure e dai limiti del mio piccolo io.

Come yogi, cerco sempre di prendere a cuore l’insegnamento del Maestro: “Le condizioni oggettive sono neutre; diventano buone o cattive a seconda delle reazioni.

Nel prepararmi a partire,  offrii ogni giorno i miei attaccamenti, e lottai per scegliere di vedere quella situazione come una lezione divina, un’opportunità per intraprendere un’avventura divina, per costruire la fede in Dio e nei Guru, come i ragazzi squattrinati di Brindaban, e per cercare di perfezionare la pratica yogica del non attaccamento.

Germania, Francia e Inghilterra: una nuova casa
Casa è la terra del mio cuore

Ad Ananda Colonia

La mia prima tappa fu Colonia, in Germania, dove arrivai proprio mentre i devoti inauguravano il loro primo centro in città e ospitavano il primo corso di formazione per insegnanti di Ananda Yoga in Germania. Ho assistito alla trasformazione di uno spazio senza pavimenti e con pareti macchiate di fumo in un’oasi di pace, moderna e raffinata, permeata dalla vibrazione e dall’amore del Maestro. Mentre prestavo servizio al fianco dei Gurubai, dipingendo, pulendo, decorando l’altare, cantando per preparare lo spazio per l’apertura centrale e per l’iniziazione al Kriya, mi resi conto che ero di nuovo a casa.

La mia scarsa comprensione del tedesco mi permise di assumere un ruolo prevalente di osservatrice, e di notare l’effetto del canto AUM sullo sfondo e la luce crescente non solo nello spazio, ma anche negli occhi dei gurubai mentre meditavamo, servivamo e cantavamo insieme in Dio e per Dio. Con mia sorpresa, non sentii la mancanza del Village, comprendendo così che Ananda non è confinata in un luogo. Ananda scorre attraverso le persone che scelgono questa vita. Sentii la stessa sensazione di essere a casa partecipando ai ritiri con la comunità francofona di Ananda e con la comunità britannica di Ananda.

In effetti, lasciare la “casa” fisica del villaggio di Ananda si rivelò una benedizione, perché mi aiutò a sperimentare in prima persona che casa non è un luogo. Casa è un’energia —una vibrazione di gioia sempre nuova— sempre presente quando ci sintonizziamo interiormente, che viene amplificata quando la condividiamo esteriormente.

Una famiglia più ampia
Casa è la terra del mio cuore

Ad Ananda Regno Unito

Da Colonia, il mio viaggio  continuò—a Gioianna a Kalletal, Lavra a Götzis, Hansa a Montreux, Indra a Manchester, la comunità francofona a Les Marions, Ananda UK House a Devizes, Evgeniia a Strasburgo e Michelle a Barr. Ogni tappa mi ricordava che la casa e l’amicizia divina trascendono i confini. Ho incontrato vecchi amici che conoscevo solo online e persone nuove, mai incontrate prima, ma con le quali si sono formati rapidamente legami profondi. Sono profondamente grata a tutti i miei gurubai per essere stati  canali di gentilezza e di amore di Dio— per avermi accolto nelle loro comunità locali come una famiglia, e di avermi aiutata a sentirmi a casa.

Avendo lavorato alla sensibilizzazione e all’insegnamento online presso l’Ananda Village, è stato illuminante sperimentare i diversi modi in cui le persone riescono a vivere gli insegnamenti. Non è possibile per tutti impegnarsi nel tipico programma ashram di meditazione delle 6:30–8:00. Molti amici avevano partner che non erano su questo sentiero, ma il loro discepolato al Maestro e la dedizione alla meditazione quotidiana non vacillarono. Mi è piaciuto molto vedere Ananda esprimersi attraverso il modo in cui sosteneva e amava le loro famiglie e i loro animali domestici, si prendeva cura delle loro case e gestiva le sfide quotidiane in modo consapevole, calmo, centrato e gioioso. Invece di essere ad Ananda, vivevano Ananda.

Un’osservazione potente è stata la forza del satsang nelle comunità online francofone, tedesche e britanniche. Nella comunità francofona, i devoti iniziano la giornata traducendo dall’inglese al francese un brano di Living Wisely, Living Well, condividendo l’ispirazione pratica di Swami. Ciò che mi ha sorpreso di più è stato il costante supporto delle meditazioni online mentre vivevo nel centro  Ananda del Regno Unito. Potevo percepire il magnetismo della meditazione di gruppo— come un collante che unisce la famiglia spirituale, anche quando è separata dalla distanza e dai diversi obblighi della vita.

Autorealizzazione

Attraverso queste esperienze, ho capito sempre più profondamente che la casa non è un luogo fisso; è una vibrazione vivente di gioia, di servizio e di amicizia divina, disponibile ovunque eleviamo la nostra energia e sintonizziamo i nostri cuori e le nostre menti con una coscienza superiore.

Due dei momenti in cui mi sono sentita più a casa sono stati momenti di completa solitudine. In uno di questi ero su un treno francese della SNCF e stavo assaporando una poke bowl senza latticini e senza glutine, trovata con fatica,  che avevo cercato per 20 minuti vicino alla Stazione di Lione.  Finalmente, respirando e godendomi il momento, ho capito che casa si trova nelle esperienze più semplici, quando non inseguo la gioia fuori di me, ma riposo nella gioia per ciò che sta accadendo. L’altro non è stato un singolo momento, ma il senso di completezza a cui posso sempre tornare nella mia pratica di Ananda Yoga e di Kriya in silenzio. Quando mi sveglio scoraggiata o depressa, mi muovo attraverso le asana con affermazioni che affermano il contrario, e medito con l’atteggiamento di offrire me stessa. Il nostro sentiero del  Kriya non è solo spirituale, ma è anche una scienza del pranayama che ci aiuta a reindirizzare l’energia che fluisce verso le nostre vritti, cercando soddisfazione esteriore, per elevarci verso l’interno e verso l’alto, verso l’occhio spirituale, tornando a casa, alla coscienza dove dimorano Dio e i santi.

In effetti, il momento in cui mi sentivo più a disagio era anche quando ero da sola. Sono andata nel panico dopo aver prenotato un Airbnb senza finestre, cosa che mi ha fatto sentire claustrofobica. Sono quasi sprofondata nello stress, nell’ansia e nell’autocritica, immaginando gli scenari peggiori e percependo energie inquietanti intorno a me. Prima di andare troppo oltre, mi sono resa conto che stavo creando questa sofferenza, la sensazione di prigione, nella mia mente. Mi sono detta: non sei una vittima. Cambia la tua energia, o attirerai ciò che temi. Tu sei il creatore della tua realtà. Emetti l’energia che vuoi veramente sentire. In quel momento, ho rapidamente aumentato la mia energia con gli esercizi di ricarica,e poi mi sono concentrata sulla meditazione con la vibrazione di casa, irradiando amore e benedizioni. Alla fine, sono riuscita a godermi una piacevole vacanza.

Trovare casa ovunque 

Ciascuno di noi può dare una definizione di casa nel modo che più conta, per noi: il paese in cui siamo nati, la casa della nostra infanzia, il calore dell’amicizia, la sicurezza dell’amore incondizionato o la gioia del dare. Ma la domanda più profonda è: quale tipo di casa offre fondamenta più sicure, più protettive e più durature?

Per me la casa non è più confinata a muri, confini, luoghi o persone: è la coscienza che scelgo di portare dentro di me. Come ha espresso Swami nella sua canzone “Home is a Green Hill”, la ricerca di una casa si rivela oltre i veli di maya:

“Casa è la terra del mio cuore, casa è dove sono;
Niente può offuscare la luce della mia anima.
Casa è per sempre, casa è oggi,
Casa è un cuore intero.”

Non ho più paura di perdere Ananda Village o di essere attaccata al mio divano bianco, perché so che casa è la vibrazione con cui scelgo di sintonizzarmi, da portare e condividere ovunque mi trovi. La chiave per aprire la mia casa ovunque è nelle mie mani; quella chiave è la pratica che consiste nel vivere gli insegnamenti del Maestro e nel condividere la sua luce, il suo amore e la sua gioia ovunque io vada.


Se questa storia ha toccato il tuo cuore, potresti sentirti ispirato a conoscere di più sulla vita e l’eredità di Swami Kriyananda nel suo anno del centenario.
Puoi scoprirlo qui:

Centenario di SwamiKriyananda

5 Comments

  1. mm

    Questo articolo mi ha toccata profondamente, perché in molte parole di Arya ho ritrovato pezzi della mia stessa vita. Quando scrive che “casa non è un luogo. Casa è un’energia”, ho sentito una verità che ho dovuto imparare attraversando anni di solitudine, spostamenti, ricerca interiore e difficoltà.
    Anch’io ho lasciato luoghi, persone e certezze per seguire qualcosa che il cuore sentiva autentico. Ho vissuto periodi in cui mi sono sentita senza appartenenza, senza una vera rete affettiva, e a volte persino lontana da me stessa. Ho conosciuto ambienti duri, rumorosi, competitivi, nei quali era difficile restare centrata e non perdere la mia sensibilità. Eppure, proprio attraverso queste prove, sto imparando che la vera casa non dipende dalle condizioni esterne, ma dalla coscienza che scegliamo di coltivare dentro di noi.
    Mi ha colpita anche il passaggio sul non voler più vivere guidati dalla paura e dagli attaccamenti. Ci vuole molto coraggio per lasciare andare ciò a cui ci si aggrappa, soprattutto quando nella vita si è cercato così tanto un luogo sicuro. Ma forse la maturità spirituale nasce proprio lì: nello scoprire che la pace non arriva quando tutto fuori è perfetto, ma quando dentro ritroviamo il contatto con qualcosa di più alto e stabile.
    Grazie Arya per questa testimonianza così sincera e luminosa. Mi ha ricordato che anche nei momenti di smarrimento possiamo continuare a portare nel mondo una vibrazione di gentilezza, servizio e verità ✨🙏🏽✨

  2. mm

    Grazie dal Cuore Arya, e’ bellissimo quanto scrivi e complimenti per il tuo luminoso Sentiero

  3. mm

    Grazie Arya per la tua testimonianza straordinaria. Sei una persona meravigliosa. Rileggerò ancora e ancora questo scritto perché è altamente ispirante , incoraggiante, pieno d’amore e si coraggio. Ringrazio i Maestri per avere avuto la fortuna di leggerlo. Ti auguro tante cose belle. Grazie 🩷💎🌸

  4. mm

    GRAZIE di cuore per questo racconto di vita così ricco di esperienza, da cui emerge tutta la ricchezza e la saggezza che ci trasmetti.

    Quello che scrivi tocca un tema che sento molto e che, ciclicamente, ha fatto parte della mia vita (forse potrei dire del mio karma) e che sto sentendo nuovamente con particolare intensità in questo momento: il tema dell’appartenenza, della famiglia, del sentirsi sicuri, amati, cioè a casa. Inoltre, alcune delle situazioni che descrivi potrei essere io stessa a raccontarle…

    E quello che continua a meravigliarmi è la risonanza tra ciò che sentiamo dentro di noi e ciò che ci viene incontro dall’esterno. Leggere questo articolo mi ha fatto sentire ancora una volta così: meravigliata dalla sincronicità, dalla coerenza e dalla certezza che l’universo stesso sia la grande casa che contiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno, quando ci apriamo ad esso🌷💕

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