Il Coraggio di Osare
Nella sua canzone The Hill That Was Tara, Swamiji ha scritto che il successo non è altro che il coraggio di osare. La sua vita ne è un centuplice un esempio, perché non solo ha avuto il coraggio di osare, ma grazie a questo coraggio ha anche vissuto quella che si potrebbe chiamare una vita di grande successo.
La fonte di questo successo fu la sua incessante dedizione nel servizio al suo Guru. La sua abbondanza di scritti, letture e composizioni derivava dal coraggio di spendere ogni sua energia senza pensare alla stanchezza o alla paura di fallire. Fu questo impegno che gli permise di attraversare molte prove con forza e gioia.
Per noi discepoli, Swamiji è una fonte d’ispirazione per l’impegno nei confronti degli insegnamenti del nostro Guru e per il suo servizio. Non è necessario scrivere libri o musica – rendiamo ogni momento un’opportunità per essere sempre di più in sintonia con Dio e con il nostro Guru.

siamo troppo lontani dalla riva per essere in grado di tornare
Asha Nayaswami ha descritto il devoto come colui che si allontanò a nuoto dalla riva della felicità mondana per raggiungere l’isola della Realizzazione Divina. A un certo punto ci rendiamo conto che siamo troppo lontani dalla riva per essere in grado di tornare, ma che il nostro obiettivo è ancora lontano da noi.
L’impegno ad andare avanti richiede coraggio e forza. Può succedere che dubitiamo di esserne degni, o di avere la capacità di farcela. O possiamo temere il grande sforzo che ci attende. A questo punto è facile sentirsi scoraggiati, oppure divenire passivi. Possiamo ricadere in abitudini mondane o lasciare che i nostri gusti e le nostre avversioni dettino la nostra risposta alla vita.
Swamiji dice che dobbiamo essere sempre un po’ severi con noi stessi, e dirci interiormente “Soltanto Dio!“, altrimenti ci perdiamo nel dramma dell’esteriorità. Anche i discepoli più esperti hanno avuto questo tipo di difficoltà. Tara Mata, uno dei discepoli più anziani del Maestro, a un certo punto lasciò il Monte Washington, per ritornare pochi anni dopo con una figlia piccola. A chi, inevitabilmente, la criticava, chiedendole come aveva osato tornare, rispose “Vuoi che io continui ad amare i miei errori?”
Dobbiamo quindi impegnarci nell’ affrontare ogni momento come parte del nostro sviluppo spirituale. Una recente emergenza di salute capitata a mio marito mi ha fatto capire quanto alcuni attaccamenti subconsci a cui mi aggrappavo mi stessero portando a sfuggire molte prove che quotidianamente mi venivano sottoposte. Invece di affrontarle le rimandavo, sperando e aspettando che sparissero. Ma questa prova cambiò il modo con cui io e mio marito bilanciavamo le nostre responsabilità, facendo in modo che correre non fosse più la nostra scelta.
Ho deciso di iniziare in piccolo, osservando per prima cosa quegli aspetti della vita che potevo affrontare. Swamiji, alla fine di The Hill That Was Tara, fa una promessa piena di speranza:
E in quel momento ho conosciuto le azioni che gli uomini compiono
Non morire mai: ogni vittoria è vera!
Ogni sforzo che facciamo
Alla fine dà più forza,
Fino a quando ci sarà gioia sempre nuova nella nostra vita!
Come dice Swamiji, ho scoperto che essere costretta a trovare il coraggio per affrontare la realtà in cui ci troviamo ha rinnovato i miei sforzi spirituali e la mia forza. Situazioni che una volta mi sembravano insormontabili non mi fanno più paura. Accogliendo le prove più piccole con la preghiera e con calma determinazione, troviamo la vera vittoria nelle acque dello sviluppo spirituale.
Non sono solo i momenti difficili a rappresentare delle opportunità. Questa prova mi ha fatto capire che avevo anche bisogno di vedere i momenti gioiosi come pieni della presenza di Dio – sono stati gioiosi perché ho sentito la presenza di Dio.
Nel farlo, vedo a poco a poco un cambiamento in atto nel quale non sono le circostanze esterne che dettano la mia risposta interiore. Facendo minore affidamento sulle cose che sono esteriormente fluide, siamo in grado di sentire il nostro potere come sempre presente, che ci protegge sempre.
In definitiva, questi momenti meno importanti contribuiscono a creare una fede più grande in Dio. Cominciamo a vedere che tutto proviene dalla Divina Madre, e impariamo a seguire l’esempio di Swamiji nel vivere con coraggio e gioia. Quando vediamo Dio in tutti e in ogni situazione, non abbiamo più niente da temere mentre la nostra coscienza si espande verso l’infinito.

One Comment
Con infinita gratitudine accolgo questo incoraggiamento che arriva nel momento esatto in cui ne ho bisogno. Jay GURU!