Io e Devi abbiamo trascorso un mese nella comunità di Ananda vicino ad Assisi, in Italia, dove c’è una profonda reverenza per San Francesco. Anche Paramhansa Yogananda lo onorava, chiamandolo il suo “santo patrono”.

Alcuni anni dopo l’arrivo di Ananda in Italia, giunse voce a Swami Kriyananda, che al tempo risiedeva qui, che il Vescovo di Assisi stava divulgando ammonimenti contro di noi. Apparentemente, le autorità ecclesiastiche avvertivano la nostra presenza come una minaccia.

Swami Kriyananda, essendo un personaggio schietto, decise di andare a parlargli. Sotto molti aspetti, rivelarono di essere anime affini: entrambi molto intelligenti, ben istruiti e sinceri nella loro spiritualità. Dopo aver trascorso un po’ di tempo discutendo tematiche spirituali, Swamiji si apprestò ad andarsene. Quando arrivò alla porta, il vescovo gli disse: «Mi è piaciuto trascorrere questo tempo insieme e mi piaci come persona. Peccato che tu non sia cristiano».

Swamiji, sapendo che non sarebbe servito a nulla litigare, rispose con un luccichio negli occhi: «tu dici che io non sono cristiano e io dico di esserlo. Lasciamo che sia Gesù a decidere».

Questo pensiero «Lasciamo che sia Dio a decidere», dovrebbe essere come un mantra, una bussola che guida le nostre vite. È un modo abbreviato di dire: «non la mia volontà e neanche la tua, ma sia fatta la volontà di Dio». Per i devoti su questo sentiero, potremmo tradurlo come: «Cosa farebbe il Maestro?» o «Cosa mi consiglia di fare il mio Sé Superiore?» Quanti litigi potrebbero essere evitati se ci lasciassimo guidare da quest’atteggiamento!

Paramhansa Yogananda lo spiegò in questo modo: «imparare ad amare i nostri famigliari, è semplicemente un allenarsi ad espandere la nostra coscienza. È una pratica preliminare per imparare ad amare gli altri come amiamo i nostri famigliari, che pensiamo siano parte di noi. Dobbiamo imparare a considerare famigliari ed estranei nello stesso modo, perché sono tutti figli di Dio. Vi ha affidato famigliari con cui allenarvi ad espandere la vostra coscienza. Quando il marito accudisce la moglie e la moglie accudisce il marito con il desiderio di rendere l’altra persona felice, la Coscienza Cristica, l’amorevole Coscienza Cosmica di Dio, che permea ogni atomo della creazione, ha iniziato ad esprimersi attraverso la loro coscienza. Ogni volta che fate qualcosa per qualcun altro, senza alcun motivo egoistico, siete entrati nella sfera della Coscienza Cristica.

Quando allineiamo il nostro cuore e la nostra mente con la coscienza espansa di un maestro, abbiamo una stella polare che ci guida. Se ci ricordassimo solamente di chiedere: «che cosa mi consigli?» la maggior parte dei problemi nella nostra vita, e specialmente nelle nostre relazioni, potrebbero essere evitati.

Io e Devi abbiamo completato recentemente un corso di dieci classi, che abbiamo intitolato «Come Sviluppare Relazioni Armoniose». In esso, esploriamo le sfaccettature delle relazioni di ogni genere, personali e intime, cosi’ come altre, tipo amicizie e rapporti con colleghi.

Infine, tutte le relazioni sono espressioni della Coscienza Cristica, ma più siamo presi dai desideri, dai legami e dall’ego, più i conflitti nascono. Le emozioni umane, specialmente quelle negative, sono un labirinto senza uscita. L’unica vera soluzione è di innalzarci al di sopra delle mura limitanti dell’ego, fino ai cieli liberi della coscienza del Sé Superiore. Come? Ricordandoci di chiedere al maestro o a Dio «Che consa mi consigli di fare?»

Porre la domanda è solo una parte dell’immagine. Ascoltare per ricevere la Sua risposta, è l’altra. Dio non si intromette sul nostro libero arbitrio, perciò dobbiamo innanzitutto essere veramente pronti a ricevere il Suo consiglio. Poi dobbiamo permettere alla nostra mente e alle nostre emozioni di diventare inerte. Ci ama come fossimo Suoi, e sta aspettando che ci rivolgiamo a Lui. Quando lo facciamo, ci risponde con un sospiro lieve e amoroso.

La prossima volta che siete sul punto di discutere su un qualsiasi argomento, seguite l’esempio di Swami Kriyananda e dite, magari con un luccichio negli occhi: «lasciamo che sia Dio a decidere».

Nel Suo amore infinito,
Nayaswami Jyotish

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