L’auto viaggiava veloce sulla superstrada che da Cesena porta a Roma: la E45.

Flavio era rilassato; non c’era molto traffico e la tensione del viaggio sulle autostrade era ormai superata. Da Torino a Piacenza e poi da Piacenza a Cesena il susseguirsi continuo di Tir e di auto avevano messo a dura prova la sua attenzione.

Nonostante fosse una strada con ampie curve e due corsie di marcia la E45 aveva il limite dei 90 Km/ora che pochi, però, rispettavano.

Dopo aver superato un furgone si voltò a guardare per un attimo Paola sua moglie che sedeva tranquilla accanto a lui.

Era il 9 febbraio 2011 e le aveva proposto di accompagnarla ad Ananda, un centro spirituale situato vicino ad Assisi.

Da più di un anno Paola aveva intrapreso un percorso di sviluppo spirituale ispirata dagli scritti di Paramhansa Yogananda. Si era trovata in sintonia con i gruppi che seguivano le comunità create da un suo discepolo che aveva assunto il nome di Kriyananda.

Nel corso della sua vita Flavio, un ingegnere, un tecnico era passato gradualmente da una appartenenza assoluta al mondo materiale, da una fiducia completa nelle formule e nelle leggi della scienza, a sensazioni e intuizioni che lo portavano al di la dell’esistenza sensoriale.
Nonostante un’educazione cristiana, nel corso degli anni della sua giovinezza era arrivato alla conclusione che l’esistenza di Dio, l’immortalità dell’anima e la credenza in una vita spirituale erano delle invenzioni dell’uomo.

Pensava che la coscienza non fosse altro che un sistema di calcolo talmente complesso da apparire come qualcosa di superiore, di trascendente, ma che in realtà il nostro organismo non era altro che un computer molto sofisticato e complesso.

Però con il passare degli anni e lo scorrere degli accadimenti un dubbio si era insinuato nel suoi pensieri. Si era reso conto che la scienza e la matematica non erano sufficienti a spiegare tutto, sentiva che le intuizioni, apparentemente irrazionali, che avvertiva dentro di se non potevano essere il semplice sviluppo della sua fantasia.

In realtà per lui non era una situazione del tutto nuova: già nella sua prima infanzia aveva vissuto intuizioni, sentimenti ed emozioni irrazionali quando si era sentito partecipe della natura che lo circondava. Ma poi tutto era stato coperto dagli studi, dalla fisica, dalla matematica, dallo sviluppo della sua carriera e dal gusto del potere e del successo materiale.
Fu così che dopo i quarant’anni iniziò a seguire delle tradizioni di sviluppo spirituale. Questo però sempre con distacco e diffidenza: era sempre guidato da un inconscio timore di farsi coinvolgere in qualcosa che non era in grado di gestire e controllare con la sua ragione. Aveva avvertito e intuito più che mai i legami con le energie del mondo naturale che sentiva più vicine e accessibili, ma la sua ricerca spesso superficiale non lo aveva mai portato a qualcosa in cui credere veramente.

Nel tempo aveva spesso condiviso le esperienze con sua moglie Paola, ma anche lei non aveva trovato il suo percorso.

Flavio era molto curioso del nuovo interesse di sua moglie per Yogananda.

Aveva letto qualcosa di quella tradizione, e gli era piaciuto l’approccio di questo Maestro Indiano così immerso nell’occidente, però la sua diffidenza e quello scetticismo che lo tormentava rimanevano sempre presenti nei suoi pensieri.

Aveva anche partecipato ad alcuni incontri con i gruppi di meditazione, ma sempre nella posizione di ospite esterno; interessato e rispettoso ma mai coinvolto.

Nel 2010 si era recato nella sede di Ananda a prendere Paola che aveva frequentato un corso ed era stato favorevolmente impressionato dall’energia naturale e positiva di quel luogo inserito nelle colline dell’Umbria. Era stato colpito dall’incontro con persone di una gentilezza grande e non formale, ma niente più. Era curioso, ma non pensava che quella fosse la strada per lui.

Quando sua moglie gli aveva comunicato che si sarebbe recata ad Ananda per un corso qualcosa gli aveva suggerito che era importante accompagnarla. Solo il viaggio di andata e una notte per poter ritornare con calma il giorno dopo.

E così era li alla guida dell’auto tra le colline alle 11 del mattino del 9 febbraio 2011 il giorno del suo sessantasettesimo compleanno.

Già, Paola si era trovata a dover essere ad Ananda proprio quel giorno per un corso programmato da tempo. Da molto Flavio aveva cominciato a sospettare che la casualità degli avvenimenti non fosse cosi casuale come diceva il calcolo statistico, ma che ci fossero altre influenze al di la e al di sopra del mondo fisico che percepiamo. Pensò che forse quel giorno non era li per caso.


2 Comments

  1. Grazie Flavio per la tua condivisione!
    Leggere il tuo percorso nella spiritualità e negli insegnamenti di Yogananda mi ha commossa.

  2. Splendido racconto autentico nella forma e nel contenuto, piacevole allaletttura

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