Fin dagli albori di Ananda, e anche prima, Swami Kriyananda sapeva di stare manifestando una nuova espressione della religione, la Realizzazione del Sé, che Yogananda considerava appropriata a questa nuova era di consapevolezza energetica. La definizione che Swami diede a questo processo deve essergli stata chiara fin dall’inizio: spiritualità libera di fluire, coerente con gli antichi insegnamenti della disciplina e filosofia yogica, così come insegnata dal suo Guru, e applicabile in tutti gli ambiti della vita quotidiana; contenuti piuttosto che forma; rinuncia con enfasi sulla trascendenza dell’ego piuttosto che sulla sua soppressione.

Ma quale nome, quale denominazione poteva includere tutto questo?
Certo, Realizzazione del Sè e Ananda sono parole fondamentali sul sentiero spirituale, ma si riferiscono alla crescita interiore e individuale piuttosto che essere una definizione sociale che possa rappresentare una nuova espressione della religione nel mondo.

E’ Ananda un gruppo di comunità? Ma allora le migliaia di persone in tutto il mondo che non vivono nelle comunità Ananda, ma comunque si sentono in sintonia con il particolare raggio di Ananda?
E’ una chiesa? Negli Stati Uniti, dove chiunque può fondare una nuova religione, Ananda ha questo riconoscimento giuridico, che rende più facile alle persone l’associazione sociale e finanziaria. Ma in luoghi come l’India o l’Europa, la parola “chiesa” viene facilmente associata ad una religione in vecchio stile ed anche a soppressione coloniale.

E’ un’organizzazione? Come in ogni movimento sociale, l’organizzazione è importante anche ad Ananda, ma è considerata sempre un mezzo per condividere gli insegnamenti e le vibrazioni di Yogananda con i ricercatori spirituali di tutto il mondo.

La parola “movimento” si avvicina, ma i moventi, letterari o politici, hanno generalmente vita breve e legata alle mode: non c’è una connessione duratura con le essenziali realtà della coscienza umana.

La parola finale che emerse e che ancora oggi rimane intoccato, fu Sangha, che significa “compagnia”, ma che può essere anche tradotta come “famiglia”: una nuova concezione di famiglia, non più fondata sui legami biologici, ma su di un senso di riconoscimento intuitivo delle affinità dell’anima e ideali condivisi. Ananda Sangha così, significa amicizia nella beatitudine e per la beatitudine.

Nayaswami Asha, nella biografia da lei scritta su Swami, racconta la storia di come, nel 2003 durante una vacanza in Kerala, Swami si svegliò alle 3:00 del mattino con idee così potenti e con una tale forza, che dovette alzarsi immediatamente e iniziare a scrivere.

Il prodotto della sua penna, Swami lo chiamò La via del Sanghi. Puoi leggere questo articolo qui. Possano queste affermazioni ispirarti ad esplorare la beatitudine del tuo essere e possano esse stimolare il coraggio delle tue convinzioni più profonde!

Darshan

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